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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 8 lug 2008, 23:53 
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Ciao Shardana, grazie ancora per i complimenti, per quanto riguarda l'incapacità che dico di avere aimè è vero, ti assicuro che le foto nascondono molto bene i difetti e gli errori che sto facendo, sarò io a pretendere troppo ma non sono sodisfatto al 100% del lavoro effettuato, certo non dovrei lamentarmi visto che è la mia prima costruzione in assoluto, e in ogni caso non sono un falegname che lavora legno da mattina a sera, imparo strada facenda, errore dopo errore che non mancano mai in un cammino così vasto :wink:

Per lo sforzo di documentare è un piacere, a volte vorrei fare più foto, ma sopratutto maneggiando la resina ho le mani sempre appicicaticcie e non oso toccare la macchina fotografica, inoltre alcuni passaggi più delle foto servirebbe un video e forse nemmeo questo basterebbe, certe fasi devi sentirli con mano per avere il giusto feeling.

Per i prezzi continuo sull'apposito topic aperto dal nostro super moderatore :-)

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 9 lug 2008, 10:04 
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Località: Gioiosa Ionica (RC)
Continua la fase di resinatura, la parte interna della coperta l'ho terminata, devo dire che inizio a prendere la mano con la laminazione, ad ogni tessuto che metto imparo qualche cosa per migliorare, infatti nella coperta ho fatto molto errori in meno che nello scafo. Questo anche perché ho stuccato e livellato quasi tutti i buchini e le imperfezioni tra un listello e l'altro, e sopratutto nei bordi ho riempito con resina e polvere di legno zone che andavano a formare angoli, rendendoli molto più tondeggianti e idonei a far aderire meglio il tessuto.

Come già detto nelle foto non si notano tutti i piccoli difetti, meglio così :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 9 lug 2008, 10:25 
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Direttivo KLI

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Alla fine della resinatura potresti provare a dare quello che i costruttori delle tavole da windsurf chiamano "hotcoat", credo che sia un mix di resina epoxy e microsfere non molto fluido. Si stende e quindi si carteggia con carta molto fina.

Ciò garantisce una superficie liscia e senza imperfezioni, pronta per la verniciatura

vedi qui

http://www.youtube.com/watch?v=x6XdrWDV8WY

Sulle tavole lo usano abbastanza denso e lo stendono con delle spatole molto morbide, in gomma credo.

ciao
p

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 9 lug 2008, 17:59 
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capperi coma va quello del filmato, un razzo :shock:

Il problema della resina è che se si mette troppa cola e crea zone troppo dense, se si mette poca il tessuto rimane perfetto ma controluce si nota la trama dell'intreccio, con la pagaia già dopo due mani il risultato è migliorato parecchio, ma bisogna nella mano successiva mettere davvero pochissima resina.

Con le microsfere non ho provato ma per rendere abbastanza densa la resina se ne devono mettere parecchie e poi non è più trasparente, altra soluzione è utilizzare una resina più densa o tixotropica (se ricordo il termine esatto).

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 9 lug 2008, 21:14 
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bolle: succedono anche nel migliore dei casi ma spesso sono duvute a l legno che "gassa" per colpa del calore quando la resina si indurisce, il modo migliore per diminiure (si spera evitare) e' preparare la superficie in modo perfetto ovviamente e dare uno strato di resina, anche leggermente diluito, come preparazione, questo "sigilla" il legno (praticamente come il turapori sotto la vernice), una volta asciutto abbastanza da carteggiare si lava con aqua per togliere le amine e si carteggia (non il contrario).
Un altro trucco e' di resinare la sera quando la temperatura dell'aria tende ad abbassarsi durante la notte (visto che molta poca gente ha il lusso di avere il condizionatore nel laboratorio).
Per la resinatura troppa resina non fa bene alla fibra di vetro, anzi... non appena la fibra di vetro e' saturata (+o- trasparente) e' abbastanza. La trama si riempie con passi sucessivi.

Io onestamente uso 2 tessuti, quello sulla superficie e' di finitura e la trama e' finissima, il fondo dello scafo lo copro con una mistura di nitruro di boro (anche chiamato "grafite bianca", non mi piace usare la grafite perche' fa un fondo nero e quando lo scafo e' fuori dall'aqua si scalda da matti al sole) e silice per resistenza e questo copre la trama perche' ci vogliono piu mani. Per il resto dello scafo la trama e' coperta da un paio di mani di vernice, li' personalmente non mi interessa avere una superficie a specchio visto che si graffia comunque. Se non uso il boro/silice non divento troppo matto a riempire completamentela trama, dopo un po di stagioni con lo scafo ad essere ricarteggiato e riverniciato per mantenerlo si riempie comunque.

C'e' comunque dibattito sulla necessita' di riempire la trama per efficienza piuttosto che solamente per ragioni estetiche, per quanto mi riguarda una trama non riempita non fa male alle prestazioni, ma questo e' solo il mio parere qualcuno e' daccordo qualcuno no.

(quello che segue varia da costruttore a costruttore, differenti esperienze e delle volte differenti marche di resina influiscono)
Per riparare bolle di modeste dimensioni con resina fresca: due buchini, uno di entrata della resina e uno di uscita dell'aria, applicare pressione per tenere la bolla attaccata al legno (un sacchetto di sabbia o un "gavettone" ben sigillato per esempio), per bolle di grandi dimensioni puo' essere necessario tagliare e metterci una pezza.
Per riparare bolle piccole con resina gia' asciutta si fa come sopra con la differenza di risciaquare l'interno della bolla con acqua per togliere le amine, e poi con acetone (che sia puro o lascia residui) o anche con aceto (meglio per la salute anche se richiede piu tempo per agire) per smollare la resina asciutta ed ottenere un minimo di adesione chimica con la resina nuova da iniettare con la siringa. Se si usano resine che non lasciano residui di amine allora non c'e' bisogno di risciaquare troppo.

Ps: resina un po piu' densa: mischiare una piccola percentuale di catalizzatore, la resina si addensa ma non catalizza, una volta addensata finire con il resto del catalizzatore ed usare. Partite da un 2% ma la quantita' ottimale varia da marca a marca.
Microballoons: si usano sulle tavole da surf perche' non richiedono una resinatura trasparente, ma se costruite un kayak colorato senza dover fare vedere il legno sotto allora e' un ottimo suggerimento, molto piu facili da carteggiare che misture di resina e farina di legno.

Zef: complimenti :D

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 10 lug 2008, 13:27 
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Aco grazie dei complimenti che fanno sempre piacere :wink:

Per le bolle, a parte quelle della foto che erano davvero grandicelli non ne ho avute delle altre, quelle penso siano saltate fuori perché ho resinato i bordi dello scafo che ancora il centro era piuttosto fresco e il tessuto magari è calato un po' in centro formando le bolle.
Quello che invece mi sta capitando spratutto nella pagaia è che dopo molte ore dalla resinatura compaiono piccole zone dove sembra che non ci sia resina, e leggendo quanto hai scritto ho capito che è il legno a fare questo giochetto in quanto solo dove c'e' il mogano lo fa mentre il frassino no, rimane perfetto, e quello che più mi da fastidio è che non lo fa subito ma solo quando è ormai troppo solido che nemmeno mettendo altra resina fresa assorbe più. Altra cosa che purtroppo mi sa che favorisce il sorgere di queste imperfezioni è l'alta temperatura di dove lavoro, anche se è ben ventilato il termometro arriva a segnare delle punte di 35° con una media di 30°, e con una umidità relativa sotto del 30%, però la resina non raggiunge temperature alte, il bicchiere dove la mescolo raggiunge si e no i 40/45° ma solo perché e tutta lì, una volta stesa grazie all'areazione sembra a temperatura ambiente.

Altra cosa che ho notato, e lo scrivo per chi inizia e non ha mai utilizzato resine, è che più resina si prepara in una volta più diventa complicato gestirla, nel senso che scalda di più e inizia ad indurire prima diventando più densa e il tessuto fatica di più ad assorbirla, sarò io lento a stenderla ma la giustà quantità che riesco a lavorare è 100gr.

L'idea di dare una mano di sola resina come tura pori è ottima, ma non c'è il pericolo che diminuisca l'aderenza del tessuto, cioè non attacca meglio il tessuto con la prima mano di resina sul legno piuttosto che sul legno trattato con resina?
Inoltre con cosa si può diluire la resina?

Altre domande... scusa Aco ma approfitto del tuo sapere, spero solo di non annoiarti troppo...

Dici di usare nitruro di boro per il fondo, oltre a non sapere minimamente cosa sia (ma vedrò di documentarmi) mi chiedo: non rende la resina opaca colorandola e di conseguenza non lascia in vista il legno sottostante?

Le amine, ma come si fa a capire se c'è o no? Dopo aver resinato la superficie rimane a specchio, liscia, ma al tatto non mi sembra che ci sia nulla sopra che sia lavabile con semplice acqua.

Ultima cosa e poi smetto :oops: nella resina che uso io non c'è un catalizzatore, si devono mischiare due componenti secondo una certa proporzione, ho usato anche delle resine con catalizzatore dove bisognava mettere qualche goccia ma queste resine oltre ad indurire molto rapidamente, scaldavano parecchio e non erano perfettamente trasparenti, mi chiedo quindi se con le epoxy si possono avere accorgimenti per renderla più densa o più fluida diluendola (con cosa).
La resina che sto utilizzando è questa del link

Miii quante domande :oops:

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 10 lug 2008, 19:48 
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bell lavoro zeffino ....
Cita:
Ultima cosa e poi smetto :oops: nella resina che uso io non c'è un catalizzatore, si devono mischiare due componenti secondo una certa proporzione,

quei due componenti sono ,1°è resina nn catalizzata quella + chiara e fluida(di solito )il 2°è il catalizzatore ..quello che aggiungi in minor quantita una volta ke sono uniti diventa resina/catalizzata :wink:

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 11 lug 2008, 0:27 
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Grazie Chiosull :wink:

Sta cosa della resina continuo a non capirla, una volta che unisco i due componenti nelle giuste percentuali mescolo qualche minuto ma non addensa per nulla, riscalda un pochino il bicchiere ma rimane liquida, inizia ad addensarsi dopo un 20 minuti ma a quel punto diventa difficile farla assorbire dal tessuto ed è ancora troppo liquida da stendere solo come strato aggiuntivo, inoltre il fatto che Aco parlava di catalizzatore su percentuali del 2% mi ha ulteriormente fatto pensare alla resina poliestere (chedo si chiami così) quella in cui devi aggiungere solo qualche goccia di catalizzatore.... boooh

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 11 lug 2008, 14:43 
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tranquillo..la tua e epossidica riscalda perke le temperature sono alte ..e anke perke il bicchiere è stretto e alto se tu usi vasketta per rulli vedrai che la temperatura si abbassa ....Immagine

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura
MessaggioInviato: 11 lug 2008, 14:55 
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Chiedi quello che vuoi Zef se posso aiutare e' un piacere farlo.

Qualsiasi resina ha il catalizzatore, 2 componenti significa solo che uno dei due e' il catalizzatore, quando mischi comincia a catalizzare subito, e comincia a dar calore, la temperatura, come in tutte le reazioni chimiche affretta la reazione quindi piu' largo e' il contenitore piu' la resina mischiata sta fresca, un altro modo e' di tenere il tuo contenitore largo dentro un altro contenitore con ghiaccio. Ad un certo punto della catalizzazione la resina comincia ad addensarsi ed a quel punto dovrebbe essere gia' a destinazione non in una tazza. La cosa migliore per avere una pot-life piu lunga e' di catalizzare la resina con un catalizzatore lento, usare una resina per alte temperature (estiva).

Quando parlo di 2% intendo come percentuale della giusta quantita' da mischiare, diciamo che il rapporto A-B e' di 2-1 allora cominci col mischiare A 2 parti con B 0.02 parti e vedi che succede, a quel punto aggiusti la quantita' di B per ottenere una resina un po piu consistente del normale (non troppo consistente ovviamente), quando la resina e' della consistenza giusta si aggiunge il resto di B per portarti al giusto rapporto 2-1 e si usa, al di sotto della giusta quantita' e' abbastanza da addensare ma non abbastanza da catalizzare completamente (ad esempio se sbagliassi il rapporto avresti come risultato una laminazione che si rifiuta di indurire, il concetto e' lo stesso senza essere portato all'esagerazione ovviamente).
Per diluire, invece, puoi usare acetone, ricorda pero' che piu ne usi e piu' rovini le proprieta' della resina quindi se puoi evita, a spanne non piu' del 10%. Acetone e' un solvente per l'epossidica che puoi usare come diluente, anche l'aceto e' un solvente ma non va bene come diluente.
Parlando di consistenza cmq, sul mercato ci sono resine piu' liquide del normale formulate apposta per facilita' di laminazione, specialmente con tessuti leggeri che tendono a galleggiare.

Cita:
Altra cosa che ho notato, e lo scrivo per chi inizia e non ha mai utilizzato resine, è che più resina si prepara in una volta più diventa complicato gestirla, nel senso che scalda di più e inizia ad indurire prima diventando più densa e il tessuto fatica di più ad assorbirla, sarò io lento a stenderla ma la giustà quantità che riesco a lavorare è 100gr.


Lento o no, il modo di lavorare e' di mischiare solo la resina che puoi usare prima che si addensi, ed e' soggettivo, piu resina mischi piu' tempo e' necessario per essere stesa, in aggiunta a questo piu' e' la massa della resina piu' calore sviluppa in reazione e piu' velocemente catalizza. Se sei alle prime armi non puoi mischiarne un cucchiaino ovviamente quindi usi un catalizzatore piu lento, la velocita' della reazione varia da marca a marca, ma e' indicata da "pot life" nella descrizione. Nel tuo caso stai gia' usando una resina estiva quindi il catalizzatore dovrebbe essere del tipo lento, ci possono essere marche con catalizzatori anche piu' lenti di quello che usi. E nel caso ci stessi pensando: e' molto raro che la resina di una marca vada bene col catalizzatore di un'altra marca, le formulazioni sono generalmente abbastanza diverse.

Cita:
L'idea di dare una mano di sola resina come tura pori è ottima, ma non c'è il pericolo che diminuisca l'aderenza del tessuto, cioè non attacca meglio il tessuto con la prima mano di resina sul legno piuttosto che sul legno trattato con resina?


No e' il contrario, senza si corre il pericolo che il legno si succhi la resina dal tessuto che a quel punto rimane un po piu' opaco perche' piu' asciutto, quell'opacita' la noti di piu' quando la resina si indurisce, prima e' meno evidente ma con la pratica impari a distingure la differenza, come nella tua pagaia, se noti, certi legni assorbono piu di altri. Puoi provare con acetone per smollare la resina e cercare di renerla un po' piu' trasparente con un po di resina fresca, di nuovo, certe marche rispondono meglio di altre.
Inoltre ricordati che quando la resina e' asciutta completamente uno strato sucessivo non mantiene nessuna adesione chimica, quello che si puo' avere e' solo un adesione meccanica (scartavetrando), se la resina non e' asciutta completamente (anche se sembra al tatto) si puo' ottenere anche un po di adesione chimica tra strati.


Cita:
nitruro di boro per il fondo, oltre a non sapere minimamente cosa sia (ma vedrò di documentarmi) mi chiedo: non rende la resina opaca colorandola e di conseguenza non lascia in vista il legno sottostante?


Si io lo uso invece della grafite normale, quella nera, perche' e' bianco, copre completamente il legno come fa la grafite nera che non mi piace, Il mix resina/grafite /silice si applica solo sotto la linea d'acqua per resistenza ai graffi quindi non importa se copre, Il problema e' che mano dopo mani si finisce ad avere una superfice completamente nera opaca che assomiglia al teflon delle padelle antiaderenti, sulla spiaggia a pancia in su o sul tetto della macchina col sole diventa troppo calda per i miei gusti. Il boro e' usato industrialmente invece della grafite per costruire cuscinetti sintetici o come lubrificante a secco per estrusioni plastiche ecc, non e' usato per i kayak, solo io ho cominciato a farlo qualche tempo fa per avere un fondo bianco, dopodiche' un altro paio di persone lo sta provando dopo che ne ho parlato in un forum e per ora sembrano soddisfatte, per me e' un ottimo sostituto e nei miei ex scafi ha funzionato anche meglio della grafite nera.

Cita:
Le amine, ma come si fa a capire se c'è o no? Dopo aver resinato la superficie rimane a specchio, liscia, ma al tatto non mi sembra che ci sia nulla sopra che sia lavabile con semplice acqua.


le amine le noti passando un dito sulla resina e' come se fosse coperta da un residuo ceroso, in quel caso non usare cartavetro senza lavarle via prima perche' non faresti altro che piantare le amine in ogni solco e non le togli piu'. Le amine limitano l'aderenza di strati sucessivi di resina.
Non tutte le resine danno amine, e le quantita' del residuo variano parecchio, ci sono formulazioni "senza amine" che stanno diventando sempre piu popolari (ovviamente), dalla descrizione che ho visto della tua resina credo che lasci amine, non ci sono riferimenti specifici pero'.

Il punto con la resina e' di provare diversi tipi e di rimanere col tipo con cui ci si trova meglio, non sempre vale la pena di risparmiare soldi, delle volte si ha quello che si paga, anche se ci sono delle eccezioni e si possono trovare resine ad un prezzo piu' basso che magari sono piu' che decenti. Quindi chiedere a chi le usa per mestiere e se puoi avere dei campioni e fare delle prove e' meglio, se no non comprarne un bidone se non la hai mai usata (esperienza, comprato un ordine bello grosso perche' eravamo in quattro, la resina era un casino, 2 scafi S&G su 4 finiti nell'immondizia assieme ad un bel po' di tessuto e resina rimanente data via gratis per toglierla di mezzo, perdita: il doppio dei soldi che avremmo speso per un ordine di una delle marche migliori).

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura interna
MessaggioInviato: 12 lug 2008, 10:49 
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Wow che spiegazioni, le ho lette e rilette con piacere, grazie Aco :mrgreen:

Aggiungo solo che per quanto riguarda le amine visto che non riuscivo a capire se sono io a non vederele o è la resina a non farne ho contattato chi mi ha venduto la resina (la Cores, gentilissima nel rispondere a tutte le domande che gli ponevo) e riporto in seguito parte della chattata:

Cita:
...alcune resine come le poliesteri a gel, vengono mischiate da fabbrica alla paraffina per un motivo talmente inutile che non lo ricordo nemmeno. In quel caso, c'è una forte risalita di paraffina che si comporta da delaminante per strati succesivi. Il tempo di gel varia con la temperatura si riconosce toccando con la punta del dito il laminato deve rimanere un filino che si allunga 4 mm e poi si spezza questa è la condizione di laminazione successiva perfetta. In ogni caso, lontano dal punto di gel, una laminata già completamente catalizzata va carteggiata. Quindi sostanze di bledding o no, vanno rimosse meccanicamente. Rilaminare su un catalizzato senza carteggiare significa rischiare la delaminazione. E' possibile che un epossido abbia un bledd nei seguenti casi:

troppo comp A, allora in superficie si puo' trovare dell'epicloridrina solvente o peggio ancora cresil-glicidil-etere, che è tossico per contatto

troppo B o isoforondiammina che è la molecola fra le più pesanti oppure ammina libera frammenta: piperazine o fenolo.

Se ha fatto una buona catalisi e la resina è vetrificata, non avrà mai sostanze in superficie, in superficie non c'e' nulla, ci metto la mano sul fuoco. Il bledding è caratterizzato da catalisi stranamente lunghe, che per prime danno una nota d'allarme sul buon rapporto


Quindi ste benedette ammine non li vedo in quanto non ci sono, comunque per sicurezza do una lavata prima di carteggiare :wink:

Altra cosa che avevo chiesto e con cosa diluire la resina, è mi ha consigliato oltre all'acetone l'alcool benzilico, ma aromatizzando la resina oltre a penalizzare la resistenza meccanica, verrà velocizzato il processo di ingiallimento; oppure meglio ancora secondo lui ma non secondo me è:

Cita:
...con un phon a caldo scaldi bene la superficie grezza del legno. E continui a scaldare anche finchè applica a pennello o rullo, l'epossido diventa quasi acqua. Ne basterà pochissimo per fare ampie superfici e la fisica-chimica non è compromessa.


infine alla domanda sulla tossicità della resina risponde:

Cita:
...il comp A di Epoxycristal possiede un certificato alimentare internazionale, il comp B diviene tossico se piacendole, ne riesce ad inghiottire 350 gr è una delle molecole più stabili al mondo, con pochissime interazioni.
Scheda di sicurezza, che il ministero considera comunque epossido indica irritante per contatto, non resp i vapori in fase di catalisi.


Sto imparando più di quanto mai avrei pensato su resine & C. se penso che prima di iniziare il kyk non sapevo nemmeno l'esistenza delle resine epoxy :oops:

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura interna
MessaggioInviato: 12 lug 2008, 11:32 
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Mi sembra strano che facciano una formulazione senza residui di ammine e non lo specifichino sul prodotto, di solito le resine che non danno residui lo hanno scritto bello in grande specificato. Cmq non carteggiare mai senza lavare prima.
Quanto alla non tossicita' li' puo' dire quello che vuole ma le uniche resine ecologiche sono a base vegetale e non ne ho mai viste al dettaglio, con tutti quelli che usano la resina epossidica e dopo la prima volta diventano sensibilizzati al punto che devono usare guanti fino al gomito, che sia completamente inerte non credo, di sicuro non farei la prova a berla. Fatti una ricerca sul bis-fenolo A e la sua tossicita' e poi ti puoi fare un idea per conto tuo.
Scusa se metto certe cose in dubbio, daro' un occhiata migliore alla scheda per essere sicuro.
Poi se proprio devi scaldare qualcosa scalda la resina da sola, ma ricordati che col calore il tempo di lavorazione si riduce.

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Ultima modifica di Aco il 12 lug 2008, 12:12, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura interna
MessaggioInviato: 12 lug 2008, 11:38 
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Cita:
Quanto alla non tossicita' li' puo' dire quello che vuole ma le uniche resine ecologiche sono a base vegetale e non ne ho mai viste al dettaglio, con tutti quelli che usano la resina epossidica e dopo la prima volta diventano sensibilizzati al punto che devono usare guanti fino al gomito che sia completamente inerte non credo, di sicuro non farei la prova a berla.
Scusa se metto certe cose in dubbio, daro' un occhiata migliore alla scheda per essere sicuro.


concordo al 100 % ..se nn ti fidi ti mando il mio referto medico del pronto soccorso....intossicato di brutto !!!! con le ghiandole del collo e occhi come patate (cmq in MP ti avevo gia avvisato!! usa i guantiiiiii)

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura interna
MessaggioInviato: 12 lug 2008, 13:01 
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boooh Aco non so che dire, intanto per le ammine seguo il tuo consiglio, a me non costa nulla dare una lavata prima di carteggiare, però mi incuriosisce il fatto che in superficie non sento nessun strato ceroso, la resina rimane con una superficie liscia come il vetro.

Per quanto riguarda la tossicità anche Chiossul mi aveva avvisato in precedenza, e anche qui non so che dire, non uso guanti non uso mascherina, eppure mi sporco sempre le mani con un po' di resina (sono un po' pasticcione) eppure dopo quasi 3Kg. di resina che mescolo e respiro a piccole dosi non noto nessuna forma di allergia, sarà che non sono proprio allergico o sarà la resina non tossica?!?!? Sarà anche (sicuramente è solo questo il motivo) che lavorando in terrazza ho un ricambio di aria continuo essendo ben ventilato, magari utilizzare resine & C in un ambiente chiuso con l'aria stagna causa intolleranze molto rapidamente.

Per quanto riguarda mettere in dubbio non devi affatto scusarti anzi cito una frase di un libro di Luciano De Crescenzo e cioè che solo gli imbecilli non hanno dubbi :wink:

Meglio averne di dubbi, discuterne e capire, personalmente non ho la preparazione per poter conferire parola in merito, per questo mi piace/tento di apprendere il più possibile da più fonti possibili.

Visto inoltre che Chiossul c'è finito davvero in ospedale è un motivo in più per informare chi intende iniziare a maneggiare le resine sulla loro pericolosità, io intanto continuo a fare da cavia visto che di usare mascherina e guanti non ci riesco proprio sopratutto con il caldo :( :roll:

P.S. se state pensando che sono una testa di .... beeeeh che dire... avete ragione :mrgreen:

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 Oggetto del messaggio: Re: 6° fase - Resinatura interna
MessaggioInviato: 15 lug 2008, 3:09 
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io ho imparato la lezione, anche io avevo l'abitudine anni fa di non usare la maschera, a quel tempo campavo facendo illustrazioni e aerografando caschi e moto... Adesso, proprio perche' me ne fregavo allora, se apro un barattolo di vernice senza la maschera (maschera seria non quelle mascherine per polvere) mi si chiude la gola e ci vuole un bel po' per tornare a respirare senza fatica tanto da non poter stare disteso.
Adesso sempre maschera.
In piu' anche la polvere della resina quando si carteggia e' pestifera a respirarla e sulla pelle, quidi lavoro con una di quelle tute da carrozziere che sembrano fatte di carta, vanno bene anche d'estate, la maschera e' di quelle facciali complete e la testa e' protetta. Sembrero' uno che entra in una zona di quarantena ma almeno mi risparmio i polmoni e la pelle.
PS anche la polvere di legno non fa bene, specialmente il cedro rosso.

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