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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 8 mar 2018, 10:17 
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Posto foto.
Lo spessore della latta, tolta la pellicina protettiva di plastica, è di poco più di 1 mm. Meno di 1,5. Sconsiglio spessori superiori, che aumentano la difficoltà di lavorazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 8 mar 2018, 10:19 
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Altre foto,


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 8 mar 2018, 10:21 
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Anche questa.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 9 mar 2018, 18:16 
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Il cuore del problema/ Andiamo avanti. In questa serie di foto mostro la soluzione all'annoso problema: "Come infilare il telaio di un folding dentro la pelle e poi tenderlo, senza ricorrere ad aperture lungo tutta la pelle del kayak?" La risposta è vecchia come il cucco, cioè almeno come i kayak in legno e tela degli anni Trenta: la Presskiel, chiglia a pressione, come sa bene chi ha visto montare un Nautiraid. Normalmente è fatta di pezzi di legno. Io ho scelto il metallo, utilizzando una bella canalina in puro acciaio, spessore della lamiera 1 mm, larghezza del canale interno 22 mm., quindi perfetta per accogliere un tubo da 20 mm come quelli che ho usato per il telaio. Ne avevo comprato vari metri per un altro progetto, per ora accantonato. Avrei potuto usare due tubi di alluminio paralleli, o due pezzi di legno. La soluzione che ho scelto occupa meno spazio ed è abbastanza leggera.
Il pezzo di canalina (lo vedete ancora ricoperto di plastica protettiva) è lungo 40 cm. Il primo buco da 5 si fa presso una delle due estremità. A circa 18 cm si fa un altro buco, che ospita un bullone da 5, da imbullonare fisso col suo dado. Il terzo buco si fa presso l'altra estremità: servirà ad accogliere un bullone sfilabile.
Ho tagliato il pezzo centrale della chiglia (che, come da prescrizioni di Yost, è lungo circa 180 CM), in due parti, non proprio uguali, circa a metà tra la sezione 5 (schiena del kayaker) e la 4 (masik). Su quella su cui si appoggia la sez. 5, ho fatto un buco a circa 18 cm dal taglio appena fatto. Qui ho incernierato la canalina. Poi ho fatto un intacco alla fine di questo pezzo di tubo, in modo che quando la canalina cala, il bullone fisso in essa bloccato non incontri ostacoli. Sull'altra metà del tubo, quella su cui appoggia la sez. 4, ho fatto con la lima tonda un doppio intacco, che accoglie il bullone fisso.
La canalina agisce come una leva e spinge in avanti il pezzo di chiglia anteriore, quindi scende in basso. Quando tutto è chiuso, si infila un bullone di bloccaggio (il buco per quest'ultimo lo devo ancora fare).


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 9 mar 2018, 18:25 
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Iscritto il: 10 ago 2010, 0:33
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Usare una cesoia speciale per lamiere d'acciaio fino a 2 mm, come quella nelle foto precedenti: la normale cesoia da fabbro (l'ho postata nella serie di foto sui "braccialetti") funziona bene con l'alluminio, non con l'acciaio. Ho faticato a fare i buchi. Comprare sempre punte di prima qualità. Cominciare con una punta da 3, poi ingrandire. E' necessario fare un intacco all'inizio della canalina, là dove è incernierata, altrimenti non si alza: non usate il seghetto, con l'acciaio si fatica troppo e si fa un rumore bestiale. Meglio la cesoia. Tagliare strisce precise, poi piegare in su e in giù, alla fine l'acciaio si spezza. Indispensabile appiattire tutto con mazzetta e incudine o lastra di ferro. Poi, faticosamente, limare.
Sono abbastanza contento di aver intelaiato questo sistema che sognavo da anni. Anche se i miei lavori mi sembrano sempre un po' sporchi e approssimativi. Speriamo funzioni!
Per le chines e i gunwales, è previsto un altro sistema, che vi mostrerò in seguito.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 10 mar 2018, 13:26 
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In foto, le giunzioni che serviranno a unire i pezzi nei quali dividerò ciascuno degli stringer: tolta la chiglia, della quale abbiamo già parlato, si tratta dei due gunwales e delle due chines. Ciascuno di essi attualmente ha un tubo centrale, lungo 180 cm, che dividerò a metà; sulla prima metà di ciascuno di essi imbullonerò una delle giunzioni che vedete, fissandola con due bulloni; l'altra metà di ciascun tubo sarà libera, ma recherà un buco nel quale si potrà infilare un bullone.
Il sistema di montaggio prevede che le due metà del telaio (anteriore e posteriore) vengano infilate nella pelle, una alla volta, lasciando fuori le sezioni 4 (Masik) e 5 (schiena del kayaker), che sono le più larghe; quindi si unisce e si spinge mediante la Presskiel la chiglia (vedi post precedenti); quindi si uniscono le due metà di ciascun gunwale e di ciascuna chine, semplicemente piegandoli verso l'interno del kayak e facendo entrare la metà di tubo libera dentro la canalina. Quindi si fissano le sezioni 4 e 5, che bloccano tutto.
Questi 4 pezzi mi sono costati oltre due ore di lavoro. Ho spezzato molte punte di trapano, prima di capire che la punta che lavora l'acciaio va continuamente raffreddata in un secchiello d'acqua. Lasciare la pellicola protettiva e toglierla a fine lavoro. (P.S.: se usate canaline di alluminio faticate di meno; in questo caso, secondo me devono essere spesse 2 mm).


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 12 mar 2018, 19:36 
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Località: mi muovo
Accidenti quanto lavoro per fare tutti questi dettagli!!! :shock:
Complimenti davvero, anche alla pazienza e perseveranza.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 12 mar 2018, 20:13 
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Diciamo che mi piace complicarmi la vita :-) Scherzi a parte, sperimento soluzioni nuove. Quello che mi ha portato via troppo tempo sono state le seste "composite".


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 13 mar 2018, 20:13 
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Il lavoro di oggi


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 14 mar 2018, 15:17 
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Andiamo avanti. Fissate le canaline. Rimontato il telaio (tranne deckridge). Telaio nervoso e irregolare: per tenere a bada le seste, mi è toccato usare una quindicina di fascette. In particolare uno dei gunwales scappa fuori dagli "snaps" su tutta la linea. Mi è successo anche con gli altri kayak, ma il fenomeno era limitato a 3, massimo 4 punti. Sto meditando di creare "fascette", cioè cinghie di pvc, per fissare i tubi alle seste nei punti critici (oltre 15...). Del resto, questo era il metodo usato nei vecchi kayak: cinghiette di cuoio, con una estremità avvitata a una sesta; la cinghietta veniva fatta passare attorno allo stringer (gunwale, chine, ecc), tirata e agganciata con un occhiello alla testa di una vite avvitata alla sesta. Più vado avanti, più mi accorgo della saggezza di questi vecchi metodi.
Certo, se questa è la solfa, allora tanta fatica per sagomare e applicare i "fazzoletti" di HDPE (vedi i primi post sulle seste) è stata inutile... Sto già pensando al prossimo kayak: seste esclusivamente in legno, ancoraggio agli stringers mediante perni e incastri metallici. Lo "snap on-snap off" è una chimera.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 14 mar 2018, 15:20 
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Nelle foto, l'area critica per montaggio e smontaggio, quella centrale (tra seste 4-masik e 5), sotto al sedere del kayaker. Si notano le canaline di acciaio su gunwales e chines e, in basso, la Presskiel.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 14 mar 2018, 15:24 
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Telaio aperto e diviso in due metà. Quando avrò completato la pelle, ciascuna metà verrà infilata separatamente nel kayak, poi si tende lavorando con la Presskiel e si assestano i tubi di chines e gunwales nelle rispettive canaline.


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 14 mar 2018, 15:36 
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Adesso passiamo alla sesta n. 4 (Masik). Sul telaio montato completo, ho fatto due fori col trapano, sui gunwales, ciascuno all'altezza della rispettiva "orecchia" alta della sesta (quella in cui, appunto, si incastra il gunwale). Ho trapassato da parte a parte il tubo di alluminio con una punta piccola, e ho parzialmente trapassato il legno della sesta. Poi ho smontato tutto, ho allargato i 2 buchi sui gunwales portandoli a diametro 6. Ho fissato la sesta sul banchetto e ho finito di trapassare il legno da parte a parte. Anche qui ho allargato i buchi fino a diametro 6. Poi ho segato le "orecchie" di legno nelle quali si incastravano i gunwales (...e dire che mi era costata tanta fatica disegnarle con precisione!! :-( ).
Quindi ho preso 2 bulloni a testa tonda, che io chiamavo "chiavarde" (ma il ferramenta mi ha tirato le orecchie: si chiamano "cavicchie"...) e li ho infilati nei 2 buchi del Masik: saranno i perni che andranno infilati nei 2 buchi dei gunwales che ho appena descritto. Consentiranno al Masik di ruotare, cioè di basculare come la porta di un garage. I bulloni sono entrambi sfilabili e hanno la testa tonda, quindi consentiranno di smontare agevolmente il Masik (la sesta più larga di tutte, quella che in definitiva dà la forma al kayak) e non graffieranno le cosce del disgraziato che tenterà di navigare con questo kayak (il sottoscritto).


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 14 mar 2018, 15:43 
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Le placche di HDPE che vedete sul Masik sono di rinforzo. Sono molto opportune, altrimenti il legno di sarebbe spaccato. Il bullone da 6 forse è troppo grande, bastava da 5, ma non l'ho trovato. Tutta la bulloneria è dozzinale: so che si arrugginirà, ma volevo tener bassi i costi.
Tra Presskiel, canaline, bulloncini e "cavicchie" il peso è un po' aumentato: tutto il telaio ora sarà sui 10 - 10,50 chili. Vorrei che il kayak finito non pesasse più di 16 chili: ce la farò?
E soprattutto: riuscirò a infilare le 2 metà dentro la pelle, quando avrò finito tutto, avrò smontato "Alce Rosso" e tenterò di rimontarlo???
I vecchi kayaker spalmavano il telaio col sapone... vedremo... :-) :-) :-)


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 Oggetto del messaggio: Re: New Ranger/Il riscatto
MessaggioInviato: 27 mar 2018, 17:53 
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I chiavistelli/ Oggi è stata una giornata importante. Ho deciso di sostituire il sistema delle giunzioni a canalina, che non mi convinceva: 1) i due pezzi di ciascuno stringer tendono a creare un angolo nel punto in cui sono uniti dalla canalina, dunque il telaio fa una specie di spanciamento proprio a metà del kayak; 2) per evitare questo, ho dovuto fare buchi nella canalina, facendoci passare dei bulloncini che fanno da perno bloccante; però questi bulloncini sono difficili da sfilare e infilare, figuriamoci quando si tratterà di montare e smontare il kayak dentro la sua pelle.
Allora ho realizzato un progetto che avevo in testa da anni e che non ho mai visto applicato in kayak autocostruiti: le giunzioni a chiavistello. Il principio è quello (...ehm! ehm! :-) ) di certe porte dei vecchi WC, che si chiudevano con un chiavistello scorrevole.
Ho smontato le canaline. Nei tronconi di stringer (gunwales e chines) ho ricavato uno scasso, facendo faticosamente una serie di buchi con la punta piccola da 3, poi congiungendo i buchi e infine ripassando tutto con una punta da 5, usando il trapano in su e in giù come un seghetto circolare. Ho cercato di regolarizzare lo scasso (o corsia) con le lime. Che fatica! Avrei dovuto usare la lama circolare di un frullino.
Quindi ho tagliato 4 pezzi di tubo da diametro esterno 16, spessore della parete 1 mm, lo stesso con cui ho fatto il resto degli inserti. Ciascuno pezzo è lungo circa 16 cm. Ho limato per bene tutti gli spigoli, poi ho inserito ciascun inserto nel rispettivo stringer (quindi 2 inserti per le chines e due per i gunwales). Ho calcolato un pezzo sporgente di inserto pari a 7,5 cm (come gli altri inserti fissi), quindi ho segnato il punto da trapanare con un pennarello. Fatto un buchino da 3 nell'inserto mobile, ci ho avvitato fino in fondo una vite da metallo, mi pare lunga 2,5 cm.
Fatto il chiavistello. Gli stringer, adesso, non spanciano più. Facendo scorrere indietro il chiavistello, lo stringer si divide in due parti. Facendolo scorrere in avanti, le due parti sono collegate.
Sono contento di questo sistema, anche perché ho risparmiato un po' di peso: la canaline d'acciaio e i bulloncini vari (dodici) con i loro dadi erano un peso aggiuntivo.


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